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17/11/2017

INNOVAMENTE: un ponte tra il disagio e l'inclusione scolastica

Ecco il nostro prossimo evento che si terrà sabato 17 marzo 2018 dalle ore 9:30 presso la sala Paolo Pozzo del Museo diocesano Francesco Gonzaga situato in Piazza Virgiliana 55 a Mantova
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CHI SIAMO - STORIA

Le origini della Cooperativa risalgono all’ottobre del 1989 grazie alla volontà e determinazione di un gruppo di genitori di persone portatrici di handicap, di unirsi per dare vita a spazi e situazioni di tipo occupazionale per i propri figli. Con la promulgazione della Legge sulle Cooperative Sociali (legge n. 381 del 1991) Fior di Loto viene ad identificarsi come una Cooperativa di tipo B, per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate attraverso la gestione di un piccolo laboratorio di falegnameria per la realizzazione di oggettistica in legno. Nel 1994 Fior di Loto decide di aderire al Consorzio territoriale Sol.Co. Mantova (22.03.1994) e l’anno successivo troverà sede presso una cascina ristrutturata di Formigosa di proprietà della Cooperativa Case Lavoratori. Purtroppo, il progetto iniziale vive un momento di forte crisi che induce l’Assemblea dei Soci ad interrogarsi sulla stessa percorribilità delle scelte originarie. Con la possibilità di ospitare nel 1997 un corso finanziato dal Fondo Sociale Europeo, tramite il Consorzio Sol.Co. Mantova, Fior di Loto ha l’occasione per misurarsi positivamente con la crescente vocazione educativa e di orientarsi con maggiore sicurezza verso un ‘importante scelta d’ identità.

L’Assemblea dei soci tenutasi nel dicembre del 1997 vara il passaggio della Fior di Loto da Cooperativa Sociale di tipo “B” a Cooperativa Sociale di tipo “A”, per la gestione di servizi educativi, dando avvio a nuovi e diversi orizzonti operativi. Si lavora alacremente per l’ apertura di un Centro Socio Educativo per quindici disabili, una struttura diurna contemplata dal Piano Socio Assistenziale della Regione Lombardia. Il C.S.E. aprirà nel novembre del 1999 e vedrà un graduale inserimento degli utenti nel corso dei primi tre anni.

Nel gennaio del 2001 avviene il passaggio di proprietà della cascina che ospita la sede amministrativa, sociale ed operativa della Cooperativa stessa.
A luglio del 2004 Regione Lombardia promulga la delibera che andrà a definire una nuova unità d’offerta sul territorio lombardo: il centro diurno disabili (C.D.D.). In concomitanza con la conversione del C.S.E. in C.D.D., la Cooperativa inoltra richiesta di accreditamento per ulteriori cinque posti, sino ad una capienza massima di venti utenti. Molto il lavoro svolto a sostegno del cambiamento di cultura che la delibera ha richiesta di mettere in atto. Modifiche sostanzialmente relative al metodo di impostazione della rendicontazione del lavoro svolto, in virtù di un nuovo percorso di controllo e verifica da parte del P.A.C. dell’A.S.L. territoriale.
Superato il 2006, anno particolarmente fragile da un punto di vista finanziario, nel 2007 il Centro Diurno vede l’ ingresso di quattro utenti, di cui tre minori, lasciando un solo posto disponibile. Inoltre si è consolidato ed ampliato il servizio domiciliare educativo, svolto inizialmente con l’ accreditamento di una Cooperativa consorziata. Dal 2008 Fior di Loto ha ottenuto l’ accreditamento diretto del servizio.

Il 2009 è stato un anno molto impegnativo: ha visto consolidarsi la situazione economica e finanziaria della cooperativa permettendo agli amministratori di focalizzare le risorse e le energie su un piano di riorganizzazione interna. Di rilievo l’ avvio del progetto “Fior di Loto: un lavoro famigliare” in relazione all’ ex art. 9 della L. 53/2000 in tema di politiche per la conciliazione dei tempi famiglia e lavoro. Nel 2010 tutte le azioni avviate nell’ autunno dell’anno precedente, inerenti il progetto L. 53/00 si sono concretizzate impegnando l’organizzazione su più versanti.
Durante l’anno si è avviata una collaborazione con il Comune di Bagnolo San Vito per la gestione di servizi rivolti all’infanzia: una buona opportunità per cimentarsi in un ambito di intervento educativo insolito per Fior di Loto ma estremamente stimolante per pensieri futuri. Durante l’anno si è affrontato un lungo, faticoso ed importante lavoro sulla riorganizzazione dell’assetto direzionale, portando alla definizione di un organigramma che sarà dettagliato nel Modello Organizzativo. Si è garantita la realizzazione del piano programmatico formativo in relazione agli adempimenti cogenti ed alla necessità di implementare la conoscenza di elementi e strumenti psico pedagogici da parte dell’equipe del servizio. È proseguita la partecipazione alla vita consortile, cercando di collaborare ai lavori intrapresi dai diversi tavoli tematici ed al tempo stesso di portare un contributo costruttivo.
Anche da un punto di vista di interventi strutturali, tra agosto ed ottobre sono stati affrontati lavori di manutenzione straordinaria alla cascina che ospita il servizio C.D.D. Fior di Loto e la sede legale della cooperativa stessa.

Nel 2011 si è concluso il progetto biennale “Fior di Loto: un lavoro famigliare” al quale è stato dedicato un ampio spazio nel Bilancio Sociale del 2014. L’assemblea dei Soci ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione per il triennio 2011/2014, approvando le macro aree di intervento su cui orientare l’operato futuro della Cooperativa stessa. Nel corso dell’anno sono stati diversi i momenti di riflessione interni ed esterni in cui Fior di Loto si è misurata con il contesto “di crisi” vissuto a livello nazionale, ponendo le basi per una visione allargata sui bisogni sociali emergenti. Ha condotto un impegnativo lavoro sullo studio di strumenti per implementare e programmare azioni di miglioramento per la redazione del Bilancio Sociale; ha partecipato ad un progetto consortile di conciliazione famiglia lavoro in un’ ottica di continuità con il percorso fatto con la L. 53/00 ed ha ottenuto un importante contributo per l’attivazione di un progetto di semiresidenzialità “Il Volo”. Ha avviato un percorso di collaborazione con l’Associazione Genitori Autismo (A.G.A.) per la gestione di un progetto di “tempo libero” rivolto ad un gruppo di persone autistiche. Ha posto le basi per avviare un importante progetto sperimentale rivolto ai minori disabili, attivando una serie di contatti istituzionali presenti sul territorio.

Il 2012 ha visto il taglio del nastro per due importanti progetti:
IL VOLO progetto biennale di semiresidenzialità protetta;
IL GIOCO centro diurno per minori con fragilità, progetto sperimentale ai sensi della D.G.R. 3239/12, D.G.R. 499/2013, D.G.R. 2022/2014 e D.G.R. 3363/2015.
Fior di Loto ha avviato una collaborazione positiva con un’Istituto Comprensivo della città di Mantova, in termini di sostegno scolastico ad alunni con problematiche diverse. Ha mantenuto un buon livello per quanto riguarda l’offerta formativa ai propri dipendenti, dedicando ampio spazio agli approfondimenti affrontati nei testi di vari bilanci di rendicontazione sociale. La Cooperativa ha, inoltre, avuto la possibilità di acquisire un terreno edificabile di importanti dimensioni a completamento di un’area già occupata dalla cascina e da un’area verde di 7.000 mq.

Nel 2013 è stato rinnovato il servizio "Il Gioco". Rafforzando il lavoro di rete avviato con le agenzie territoriali preposte alla presa in carico di minori con fragilità e delle loro famiglie. Si è proseguito il lavoro di sostegno educativo scolastico, migliorando la collaborazione attraverso la condivisione di metodi ed approci educativi. Il progetto "Il Volo" ha visto la luce di un terzo anno di attività concluso a Dicembre del 2014. Un' ampia sezione è dedicata alla rendicontazione del progetto stesso. Si è ampliato ed arricchita l'offerta formativa rivolta ai dipendenti non solo in merito all'assolvimento di obblighi di legge. Nella primavera del 2013 è stato realizzato un bosco perenne grazie alla misura di R.L. Richiesti ulteriori quattro posti accreditati al C.D.D. Fior di Loto per consentire l'ingresso del ventunesimo utente.

Il 2014 è stato un anno di rinnovo del C.D.A. che ha mantenuto l'assetto della triennalità precedente con la sola eccezione dell'uscita di un consigliere. Importante il patto fatto con la base sociale relativamente ad una proroga del direttivo per un anno con lo scopo di intraprendere un percorso con tutti i soci.